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Borgo La Scola: le 5 cose da vedere, orari e come arrivare

Borgo La Scola: guida completa al borgo medievale vicino alla Rocchetta Mattei

Nel cuore dei Colli Bolognesi, a pochi minuti dalla celebre Rocchetta Mattei, sorge Borgo La Scola, uno degli insediamenti medievali meglio conservati dell’Appennino emiliano. Piccolo e raccolto, immerso nel silenzio e nel verde, La Scola è un luogo dove il tempo sembra essersi fermato: un intreccio di case in pietra, torri difensive, cortili fioriti e scorci che raccontano quasi mille anni di storia.

Visitare questo piccolo borgo vicino a Grizzana Morandi significa scoprire un gioiello architettonico intatto, perfetto per una passeggiata lenta tra arte, natura e tradizione.

Cosa vedere a Borgo La Scola

Nonostante le sue piccole dimensioni, l’intero paese è un vero gioiellino ricco di angoli e scorci da fotografare. 

Tra le cose da vedere a Borgo la Scola ci sono: 

  • Arco di ingresso 
  • Oratorio di San Pietro
  • Casa Parisi
  • Meridiana di Corte Bruni
  • Cipresso monumentale

la scola incrocio in mattoni

1. Arco d’ingresso del Borgo

Il percorso inizia dal grande arco in pietra che segna l’accesso principale al borgo. In passato rappresentava il punto obbligato di passaggio per abitanti e viandanti; oggi è uno degli scorci più fotografati grazie alla sua forma armoniosa e alla luce che lo attraversa nelle ore centrali del giorno.

L’arco introduce immediatamente nella dimensione medievale del paese e nella sua struttura difensiva originaria.

2. Oratorio di San Pietro

Unico edificio religioso ancora presente nel borgo, l’oratorio risale al 1616, come riportato sulla targa vicina all’ingresso. Per secoli è stato il centro della vita sociale e spirituale degli abitanti del borgo.

L’architettura sobria, la pietra locale e la posizione centrale lo rendono un perfetto esempio di edificio devozionale appenninico. Si ritiene che in passato esistessero altri luoghi di culto oggi scomparsi.

3. Casa Parisi

Casa Parisi è tra gli edifici più eleganti e riconoscibili de La Scola. Il suo stile architettonico, fatto di mattoni e dettagli tipici della Toscana, rivela l’origine della famiglia che costruì: i Parisi, provenienti da Pistoia e giunti qui alla fine del Trecento.

Sull’architrave compare la data 1638, ma all’interno si trovano elementi più antichi, come il grande camino in pietra del 1575. La dimora custodisce anche finestre ornate, stucchi e un raro affresco raffigurante un episodio delle “fatiche di Ercole”.

È la testimonianza più evidente del periodo di prosperità che il borgo visse nel Seicento. 

4. Meridiana di Corte Bruni

Nella suggestiva Corte Bruni si trova la mediana più antica del borgo, databile intorno al 1600. È realizzata “alla francese”, un metodo che divide il giorno in due blocchi da 12 ore, da mezzanotte a mezzogiorno e da mezzogiorno a mezzanotte.

Non è l’unica meridiana a La Scola, ma è senz’altro la più interessante dal punto di vista storico e tecnico.

5. Cipresso monumentale

Simbolo naturale del borgo, il cipresso monumentale domina la piazzetta con i suoi 25 metri di altezza e oltre 700 anni di età. Dal 2006 è classificato come monumento nazionale arboreo.

La sua longevità è favorita dal microclima caldo di La Scola, particolarmente mite anche in inverno. Il tronco misura 4,50 metri di diametro e la chioma arriva a 6 metri.

Una leggenda narra che, colpito da un fulmine nel 1905, il cipresso resistette all’impatto: dal legno caduto sarebbe stata ricavata la porta della chiesa di San Lorenzo a Vimignano.

la scola con persone

Come organizzare una visita a Borgo La Scola

Essendo molto piccolo, il borgo si presta facilmente a una piacevole passeggiata che vi porterà a conoscere la storia millenaria.

Come potrete notare dalla conformazione, la sua origine è chiaramente medievale: lo testimoniano bene le torri adiacenti alle case in pietra, che nel 1400 avevano una funzione difensiva. 

Se state pensando di organizzarvi una visita, ecco qui le risposte al alcune delle principali domande:

Quando visitare il Borgo?

Il paese è liberamente accessibile tutto l’anno, ma è bene sapere che il periodo migliore per visitarlo è la primavera e l’estate; nei mesi più caldi il clima è perfetto e si svolgono numerosi eventi culturali. Nei mesi autunnali e invernali il borgo regala colori magnifici e un’atmosfera silenziosa e suggestiva. 

Si può prenotare una visita guidata?

Per chi volesse visitare il paese insieme a una guida locale, segnaliamo l’esistenza dell’Associazione Culturale Sculca che da oltre 25 anni si occupa della tutela del borgo. Contattando i membri dell’associazione potete richiedere l’organizzazione di una visita guidata al borgo. Le visite sono gratuite, ma si può fare una donazione spontanea a supporto dei lavori di restauro e di tutela del paese. 

Cos’altro vedere nei dintorni di Borgo La Scola? 

Se siete di passaggio per Borgo la Scola, approfittatene per vedere altri monumenti e luoghi di interesse dei Colli Bolognesi. 

A soli 10 minuti di auto, si trova il magnifico Castello di Rocchetta Mattei, sicuramente una delle mete più iconiche dell’intero territorio. Inoltre, è possibile visitare Montovolo e il Santuario; un luogo spirituale immerso nella natura, perfetto per camminate ed escursioni.

borgo la scola portico

Storia e origini di Borgo La Scola

Le origini di Borgo La Scola si perdono nel tempo e affondano nelle fasi più antiche della storia dell’Appennino bolognese. Sebbene la maggior parte delle abitazioni oggi visibili risalga al XIV e XV secolo, la presenza umana nell’area è documentata già in epoca medievale: una pergamena del 1235 cita infatti un primo nucleo fortificato chiamato Sculcula, probabilmente un piccolo presidio strategico destinato al controllo dei confini tra Bologna e l’area longobarda. 

La posizione rialzata del borgo e la struttura compatta delle sua abitazioni fanno pensare che La Scola fosse, sin dal principio, un insediamento difensivo, composto da torri di guardia, mura perimetrali e case-torri in pietra costruite per fronteggiare invasioni e razzie. Nel corso del Trecento, con la stabilizzazione della politica della zona, il borgo cominciò a trasformarsi: molte torri vennero inglobate nelle abitazioni e gli edifici assunsero un aspetto più residenziale.

Tra il Quattrocento e il Cinquecento giunsero qui anche i Maestri Comacini, celebri scalpellini e architetti che contribuirono a definire l’eleganza del borgo con portali lavorati, architravi, meridiane e decorazioni scolpite nella pietra arenaria locale. Grazie al loro intervento, e alla presenza di famiglie agiate come i Parisi, La Scola divenne un piccolo centro rurale fiorente, perfettamente integrato con il paesaggio circostante e rimasto incredibilmente intatto fino ai giorni nostri. 

Curiosità: da dove deriva il nome “La Scola”?

L’origine del nome “La Scola” è un affascinante enigma linguistico, che ancora oggi incuriosisce visitatori e studiosi. Le teorie più accreditate sono due:

  • Come struttura difensiva: secondo l’interpretazione più diffusa, il nome deriverebbe da Sculca o Scolca, termine latino-longobardo che indicava un posto di guardia, un avamposto militare o una piccola torre utilizzata per sorvegliare i valichi dell’Appennino. Questa tesi è perfettamente coerente con l’assetto del borgo, che in origine era composto da diverse case-torri collegate tra loro e concepite come sistema di difesa.
  • Come luogo di formazione: un’altra teoria, più suggestiva, associa il nome all’idea di “scuola” o “luogo di formazione”. Nel Medioevo, infatti, i Maestri Comacini utilizzavano talvolta il termine “schola” per indicare un piccolo laboratorio artigiano o un gruppo di apprendistato. È possibile che, grazie alla presenza degli scalpellini, il borgo sia stato un piccolo centro di trasmissione delle arti lapidee.

Sebbene entrambe le interpretazioni siano plausibili, la prima considerata la più solida dal punto di vista storico-militare. Quel che è certo che il nome preserva la memoria dell’identità originaria del borgo: un luogo protetto, autosufficiente e costruito con sapienza.

la scola via rurale

Come arrivare a Borgo la Scola

Borgo la Scola si trova a sud di Bologna, dalla quale dista all’incirca 50 chilometri.
Si può raggiungere sia in auto che in autobus, anche se l’utilizzo di un mezzo proprio è sempre l’opzione più consigliata. 

In auto o in moto

Chi arriva in auto o in moto da Bologna può raggiungere il paese tramite la SS64 in direzione Grizzana Morandi, per poi prendere lo svincolo per Vimignano – La Scola. Un’alternativa più veloce è altrimenti la E35, da seguire fino a Rioveggio. Da qui sarà sufficiente seguire le indicazioni per SP325 e imboccare la SP73 nei pressi di località Marzolaro, continuando a guidare per 10 minuti finché non sarete giunti a destinazione. 

Dove parcheggiare

Davanti all’ingresso del borgo è presente un piccolo parcheggio gratuito contrassegnato da un apposito cartello. Nel caso in cui non doveste trovare posto potete parcheggiare l’auto o la moto anche a bordo strada, assicurandovi di non lasciarla in prossimità delle curve. 

In autobus

Il borgo può essere raggiunto in autobus utilizzando la linea 829 della TPER che da Vergato porta a Borgo Rio. Scendendo alla fermata di Vimignano potete arrivare a destinazione con 10 minuti di camminata. 

In treno

La stazione ferroviaria più vicina al paese è di Vergato. Potete arrivarci sfruttando i collegamenti regionali in partenza da Bologna Centrale. Da qui è possibile percorrere l’ultimo tratto di strada utilizzando gli autobus pubblici oppure prenotando un taxi. 

Per consultare gli orari dei treni e acquistare i biglietti vi rimandiamo al sito di Trenitalia

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